Főváros (città principale)

agosto 4th, 2010

Budapest è una città meravigliosa, in grado di offrirti qualsiasi cosa. E’giovane, viva, verde, ed è a misura d’uomo, fantastica da visitare a piedi. Distrutta e ricostruita diverse volte nel corso della storia, mantiene comunque tutto il fascino delle città sui fiumi e vanta diversi edifici in stile barocco, neoclassico e art nouveau. Come molti sanno l’origine della città è piuttosto recente, solamente nel 1873 la zona collinare, composta da Buda e  O’buda, e il centro industriale Pest si fusero insieme (in un primo momento il nome della nuova città fu Pestbuda). Ma Budapest è anche ricca di storia, con i suoi resti della Roma antica, le rovine medievali e i bagni turchi.  E il suo “Parco del memento”, che per quanto a debita distanza, ospita i resti del comunismo, ovvero tutte quelle statue della dittatura ritirate dalle strade di Budapest nell’89’ e radunate in un picolo parco in periferia (a pagamento, ovvio).

Come qualsiasi capitale, Budapest non è certo economica, ma il cambio è favorevole e può anche succedere di trovare qualche pub con birra in bottiglia meno di un euro, o mangiare al ristorante con 3.000 fiorini (ovvero circa 13 euro). E se manca qualcosa, ci si può sempre infilare nei mini market aperti 24h sparsi per la città e rimediare a tutto.

Il mio consiglio è di chiudere la guida e passeggiare per le strade del centro, godendosi l’atmosfera rilassata ed elegante di questa città…e se vi perdete basta seguire il bel Danubio blu (che non è esattamente blu, piuttosto torbido e color fango….ma oltre a questo, nulla da rimproverare a Budapest).

Stazione Nyugati

Stazione Nyugati

Piazza degli eroi (Hősök tere)

Piazza degli eroi (Hősök tere)

Parlamento

Parlamento

Piazza della libertà (Szabadsàg tere)

Piazza della libertà (Szabadsàg tere)

Ponte delle catene (Szèchenyi lànchìd)

Ponte delle catene (Szèchenyi lànchìd)

Siklò (ferrovia funicolare che porta alla Collina di Castello)

Siklò (ferrovia funicolare che porta alla Collina di Castello)

Basilica di Santo Stefano (Szent Istvàn Bazilika)

Basilica di Santo Stefano (Szent Istvàn Bazilika)

Teatro dell'Opera

Teatro dell'Opera

Cose di altri mondi

giugno 29th, 2010

Ormai sono passati quattro mesi da quando sono arrivata in Ungheria ed esclusi i must “bagni termali”, “paprika” e “gulyàs” (piccola parentesi: erroneamente chiamato “goulash” dagli stranieri,  associato spesso ad uno spezzatino di manzo, è in realtà una zuppa di carne), posso dire di aver imparato qualcosa riguardo agli ungheresi e per quanto rifugga dagli stereotipi, mi prendo la libertà di definire abitudini culturali alcuni atteggiamenti ricorrenti in cui mi sono imbattuta:

-la distanza di cortesia:

bè, ecco, diciamo che in Ungheria non esiste. Che sia la fila di una farmacia, di un supermercato o una biglietteria, attenzione a lasciare avanti a sè uno spazio superiore ai 15 cm perchè ci si potrebbe infilare qualcuno. Per intendersi, si infilano senza nessuna malizia, solo non è consuetudine mantenersi a distanza  e spesso lo spazio vuoto viene interpretato come un “non sono in fila, sto solo temporeggiando vicino ad altra gente”.

-le scarpe:

per quanto non certamente rigidi come gli asiatici, qualcuno ancora lascia le scarpe all’ingresso quando entra in casa d’altri. Il più delle volte nessuno ti chiede di toglierle, ma è comunque cortesia proporsi di farlo, o perlomeno chiedere di tenerle.

-le dita:

attenzione a mimare i numeri con le dita, specialmente quando ordinate qualcosa in un pub. Guai ad usare l’indice per “1”. Nonostante sia accompagnato vocalmente da “uno”, “one”, “egy”, l’indice non può che indicare un 2 (assieme ad un pollice, ovvio). Il solo pollice, quello si che sta per 1. Indice e medio insieme, invece,  non hanno alcuna valenza numerica, men che meno di 2…probabilmente qui vengono associati ai giapponesi.

-italia/ungheria:

chiunque incontri qui, al sentire “Italia” si illumina in viso, sorride e mi cita qualcosa in un perfetto italiano. C’è chi l’ha studiato a scuola, chi da solo da autodidatta, chi conosce Toto Cotugno e Nino D’Angelo, chi ha un amico italiano, o un parente, chi ha mangiato gli spaghetti al ragù, chi conosce Bologna per la riforma universitaria, chi sa a memoria una poesia di Quasimodo  o chi solamente tifa una squadra di calcio italiana. E per fortuna che non sanno altro…

Bè tutto ciò forse può sembrare riduttivo nel parlare di un popolo, l’Ungheria non è certamente solo questo, ma è quello che ho notato fin ora e che ogni volta mi fa sorridere. Ma forse sono proprio queste piccole “diverse” abitudini (che probabilmente, e purtroppo, tenderanno a svanire in futuro) che fan venir voglia di viaggiare.

Viktoria schiacciante

maggio 13th, 2010

Fresca di elezioni politiche, l’Ungheria sarà governata dal partito conservatore di centro destra FIDESZ, che con la maggioranza dei 2/3 ottiene il potere di legiferare senza il consenso dell’opposizione e di modificare la Costituzione. Il nuovo Parlamento sarà composto inoltre dal partito socialista MSZP (59 deputati), dal partito di estrema destra JOBBIK  (47 deputati) e dal verde LMP (16 deputati). Sorprendono i risultati ottenuti da questi ultimi due partiti, che hanno perlopiù tratto vantaggio dal malcontento degli ungheresi verso i socialisti che hanno governato dopo il crollo sovietico, accusati di corruzione e di aver mentito al popolo ungherese per ottenere voti.

Lo Jobbik,  nato da un movimento di studenti universitari, negli utlimi anni ha creato scalpore per le sue componenti xenofobe e nazionaliste e per la creazione di una guardia paramiltare, dichiarata fuorilegge nel 2008. Il partito, favorevole al protezionismo, si oppone principalmente alle banche e alle multinazionali e alla criminalità “gipsy”, che considera uno dei maggiori problemi del paese. Dichiaratamente contrario allo Jobbik, il partito verde LMP nasce nel 2009 da una Ong e sostiene la protezione dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile e la lotta alla corruzione della classe politica (il nome, tradotto, è appunto La Politica può essere Altro).

Il nuovo premier Viktor Orbàn si impegna, dal canto suo, a gestire l’attuale crisi economica, combattere la corruzione e ovviamente creare nuovi posti di lavoro.

Staremo a vedere.

Gli ungheresi…

marzo 4th, 2010

GIORNO 4

E’ piuttosto strano partire per una terra straniera senza l’ombra di un stereotipo. Ma nessuna aspettativa, di nessun genere, è il modo migliore per ricordarsi lo “stupore”.

Io dell’Ungheria sapevo pressochè nulla, se non che pullula di bagni termali e locali a luci rosse (i secondi solo a Budapest). E’ questo che ho risposto quando mi hanno chiesto cosa pensiamo in Italia degli ungheresi. Piuttosto riduttivo, è vero, ma rispetto alla fama che precede noi italiani nel mondo, non c’è da lamentarsi. Loro dicono di piangere spesso e volentieri, di bere molto e di non essere particolarmente estroversi e calorosi.

La malinconia credo derivi dall’essere “perdenti” in senso bellico (mai vinto guerre, rivoluzioni o battaglie di nessun tipo). Che bevono molto è vero, e probabilmente questa è una conseguenza della precedente caratteristica. Che non siano particolarmente calorosi è ancora da appurare, ma i primi tre ungheresi che ho conosciuto mi sono sembrati simpatici, socievoli e gentili. E direi che tutto questo è di gran lunga preferibile ad un abbraccio soffocante.

Comunque, dopo quello che mi hanno raccontato, mi sento in dovere di depennare l’ultima caratteristica dall’elenco. Dicono che a Pasqua c’e’ una singolare tradizione qui, seguita fedelmente da giovani e anziani, che non vedo l’ora di sperimentare.        

Pare che le donne dipingano uova (e fin qui niente di nuovo) e preparino cibo in quantita’ industriali (e anche qui, nulla di strano), aspettando in casa l’arrivo degli uomini. La cosa spettacolare e’ che una volta in casa gli uomini (vestiti di tutto punto), versano del profumo (o acqua, per le piu’ fortunate) sui capelli delle donne, una sorta di inno alla femminilita’ e alla fertilita’. Dopo di che si mangia tutti insieme quello che le donne hanno cucinato, ma soprattutto si beve.  E poi si ricomincia e si aspetta che altri uomini entrino in casa. Quindi è facile che verso mezzanotte capelli e fegato siano impregnati fino alla nausea (ma per gentile concessione le donne sono autorizzate a lavarsi i capelli fra una ‘cerimonia’ e l’altra -naturalmente non vale lo stesso per il fegato-).

Ecco, per me questo e’ sufficiente a definire gli ungheresi tutt’altro che introversi…

To be continued…